|
|
 |
 |
| Con
la tavola in valigia...
di G.Luca Stoppa |
|
 |
|
 |
Pura
vida
La
notte arriva e i predatori escono a caccia: anche se qui non ci
sono mai stati attacchi di squali a surfisti,
i locali ci fanno segno che e' meglio uscire e le ombre veloci che
attraversano le onde in trasparenza mi convincono della bonta' del
suggerimento.
Un'ultima destra e siamo a casa. Surfare in Costarica è quanto di
piu' simile al Nirvana un surfer europeo possa immaginare : spiagge
deserte, line up poco affollati e onde tanto glassy da apparire
irreali a chi e' abituato a surfare spesso con mare attivo come
in Italia.
Gli spot si susseguono senza soluzione di continuita' e in pochi
chilometri troviamo point breaks, beach breaks , onde destre e sinistre,
spots da longboard o da hardcore shortboarders. La piatta totale
non esiste e almeno tre o quattro spots della costa pacifica prendono
onde sempre. E' vero anche il contrario: nel caso tutt'altro che
raro di caso di swell imponenti, esiste sempre la baietta riparata,
in cui le onde rompono piu' piccole.
Ogni volta che torno qui, rimango affascinato da particolari sempre
nuovi, da spots che non ho ancora surfato. Ed è questo che rende
la Costarica cosi' magica.
Il paese e' ricoperto per quasi tutto il territorio da foresta pluviale
, spesso protetta da uno dei sistemi di parchi nazionali piu' completo
del mondo.
La giungla, che avvolge ogni strada, esplode di vita e degli animali
piu' strani. Io ho pensato per un pezzo di avere un giaguaro in
amore, annidato nel bosco dietro alla mia capanna, prima che mi
spiegassero che i ruggiti spaventosi, che riempiono le notti, sono
dovuti alle mono- congo, le scimmie urlatrici.
Carlo ha scoperto che inviando improperi in tedesco a queste scimmie
nere, che popolano gli alberi , si riceve una pronta risposta nello
stesso tono usato ; la tentazione di provocarle e' sempre forte,ma
attenzione perche' sono molto permalose: ne ho osservata da vicino
una, mentre tentava con successo di orinare in testa al malcapitato.
Lo swell passa e i surfers migrano un po' piu'a sud in cerca di
onde. Nosara e' uno di quei posti che raramente deludono.
Le onde sono quasi sempre overhead, anche se non molto ripide: e'
un paradiso per longboarders che viene affollato da tutti quando
non c'e' onda da nessuna parte. E questa non e' la sola attrattiva.
Mi e' capitato di galleggiare come una boa sul line up delle sette
di mattina , fissando catatonicamente due biondine in lycra bianca
e tanga nero. Credevo ad un miraggio dovuto al lungo isolamento
nella giungla; si trattava invece di Meg e con l'amica Erika , la
modellina texana che e' testimonial di Calvin Klein Jeans. Questo
sogno di ragazza ha acquistato un alberghetto ( ve lo dico come
si chiama , tranquilli.è l' Olas Grandes) ed è quindi una local
acquisita di Nosara , insieme a Woody Harrelson (il brutto ceffo
di Natural Born Killers) che surfa
con un longboard Takayama. Nosara ha tutto per stregare: onde grandi
e sicure, giungla lussureggiante, fiestas in paese nei week end
(meglio se ballate la salsa, se no.no way!!!), il Cafe' de Paris
che offre croissants freschi di forno, addirittura una pizzeria
italiana che salva dal solito riso e fagioli.
Unico neo il raggiungimento del line up: "come farsi lo Stelvio
in bicicletta" mi ricorda Paolone, ma sicuramente un buon allenamento
per spot piu' impegnativi come Hermosa, Playa Negra o Dominical.
Proseguendo verso sud, seguendo le previsioni di arrivo degli swell
(internet c'e' anche in Centro America) ci fermiamo a Mal Pais,
che Kelly Slater ha definito una delle migliori onde da longboard
del Costarica.
Qui una famiglia di esuli hawaiani ha fondato nel mezzo di una giungla
veramente densa (provatevi una passeggiata nel bosco.) il Mal Pais
Surf Camp, un villaggio di legno con cabinas e casette affondate
nel fianco di una collina. Le onde sono belle e le notti fatate
, popolate da lucciole grandi come farfalle e mantidi che aggradiscono
la palline del ping pong scambiandole per un grassi insetti. Seguendo
l'entusiasmo del Piccolo Chimico- beh, inizio veramente a diffidare
dei longboarders- ci prepariamo alla session pomeridiana secondo
l'antico rituale del luogo. In pratica si beve un cuba libre, si
trangugiano quattro costolette di maiale e si chiude bissando il
cuba libre.
Entro in acqua, trascinando il mio 6 e 3 per le pinne, con un inferno
nel duodeno, annuendo al Piccolo Chimico, che mi rassicura circa
la validita' della dieta Mal Pais ." Ma che vegetariano, vedrai
che bottom che ti spari , l'alcol da ' energia." mi ricorda il saggio
Luca. Beh,le onde sono grosse e non sono mai stato cosi' vicino
all'annegare con un sapore di rhum in bocca.
continua
Prenota
il tuo viaggio per surfare nei luoghi più belli del mondo...
con Narciso e Boccadoro
|
|