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| Con
la tavola in valigia...
di G.Luca Stoppa |
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Pura
vida
"Sposta
quel tronco, muoviti , diavolo, o ci perdiamo la sunset session
" mi urla Paolone , senza la minima parvenza di quel fare pacato,
per cui è famoso.
E' paonazzo e ricoperto di fango, come una vecchia signora alle
terme. Scoppio a ridere per la disperazione , sguazzando nella melma
fino al ginocchio.
Ma nel fascino di un surf trip c'e ' anche rimanere impantanati
con il fuoristrada a pochi chilometri da una destra deserta e perfetta.
Un avvoltoio osserva da un albero i nostri sforzi patetici, sperando
forse che qualcuno soccomba, abbattuto dall'incompetente buona volonta'
del suo compagno. 
E, vista la compagnia , l'ipotesi non è neanche cosi' remota. Siamo
quanto di piu' incompatibile si possa mettere insieme per un surf
trip: Carlo è un ex tester tavole della Burton ,che tenta di fare
il manager , William "Kookmayer" un pericoloso campione di kick
boxing folgorato al surf sulla via di Levanto, Paolone , cocciuto
come un sasso di Capo Mannu, è un paracadutista che si sta avvicinando
al longboard, Frengo Caimi, un ombroso shortboarder, che si trova
le fidanzate su internet e Luca Piccolo Chimico, un longboarder
, che mi ha quasi avvelenato con una torta molto "particolare" (di
qui il soprannome .); d'altronde, i surfers sono quanto di piu'
lontano dallo spirito di squadra si possa immaginare, e non solo
sul line up.
Da mezz'ora stiamo spalando fango e spingendo, in direzioni incompatibili
a qualunque accenno alla locomozione della nostra jeep. Un grosso
pick up arranca faticosamente sulla strada, tenendosi rigorosamente
a distanza da quella piscina di acqua torbida nella quale siamo
piombati noi.
" Hola amigos, pura vida, pura vida.." ci apostrofa il conducente,
offrendoci il suo aiuto. No, non e' necessario. Con un ultima spinta
ci infiliamo nella giungla a marcia indietro, deludendo le aspettative
gastronomiche del solito avvoltoio.
La sunset session ad Avellanes e' un esperienza quasi mistica. L'orizzonte
si infuoca tingendo il mare di arancione ed illuminando l'entroterra
piovoso, mentre l'arcobaleno si infila nella coltre di nubi, che
copre le colline. Non c'e' spazio per liti e precedenze nella magia
di questo spot :le gerarchie del line up si annullano, il tempo
si dilata e ognuna delle onde sembra avviarsi, scientemente, verso
chi la cavalchera'.
Ognuno dei miei compagni si prepara a raggiungere il mare alla sua
maniera : chi molesta la cameriera del baretto, che visibilmente
gradisce le molestie, chi si apparta per meditare , chi tenta di
spiegare come si fa un caipirinha ad un venditore di noci di cocco,
mentre paraffina la tavola con un misto di sabbia e wax . Le onde
sono perfetti muretti scuri contro la luce del sole che cala, quattro
piedi solidi, che la bassa marea fa tubare veloci. Potrei stare
qui tutta la vita , ma mi riporta alla realta' il ribollire del
mare al tramonto.
continua
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