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| Con
la tavola in valigia...
di G.Luca Stoppa |
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La
via dei Celti
Di
sera è tappa obbligata la sidreria, dove uno scellerato spirito
competitivo ci lancia in una gara di "pimientos de padron". I "pimientos"
sono un piatto tipico locale, composto da una trentina di piccoli
peperoni arrostiti e conditi. Tra quelli normali, ne vengono nascosti
dal cuoco due o tre di quelli strappa-budella, così da poter inscenare
a tavola una specie di roulette russa a suon di peperoni. Credo
che si chiamino "de padron" perché quando vi capita quello piccante,
avreste voglia di ammazzare a bastonate il padrone della sidreria.
Vinco con agilità la gara attestandomi a quota quarantacinque, anche
perché Gabo, l'avversario più pericoloso, sconta qual-che perverso
karma, estraendo dal vassoio una serie di tre micidiali "pimientos"
che lo fanno piangere modello Carrà. Tra le lacrime, ingurgita sidro
a canna, pane e una coscia di pollo, ma ormai l'esofago è perso.
Lo swell cala improvvisamente e altrettanto velocemente ci accorgiamo
che è finito il tempo di questo surf trip in terra celtica. Ma non
tutti decidono per la via del ritorno. Franco rimane per la barista
con la quarta di reggiseno. Scuoto la testa, mentre l'amico mi guarda
abbozzando un sorriso da celenterato, preda di quella follia d'amore
che lo col-pisce a scadenza fissa come l'influenza. "lo rimango
qui"- mi dice -"la sposo di sicuro e forse... lei mi ama già, anche
se non lo dimostra... e poi, ci si vede comunque tra tre mesi a
Bali". Evito di fare commenti sul possibile trapianto di una barista
asturiana, che non ha mai neanche visto Madrid, in Estremo Oriente.
Tutto sommato, meglio la Galizia della Bulgaria o dell'Uzbekistan,
qui almeno le onde ci sono, e sono belle. Salutiamo l'amico con
una ultima surfata su piccole onde a Viskios. Il surfing è veramente
una panacea a tutti i mali; ogni follia, ogni male, ogni dolore
del mondo sembra stemperarsi, se visto dalla line up.
L'acqua salata ci avvolge in un ambiente fetale, dove l'amicizia
prevale su tutto e il tempo esprime un eterno presente, senza che
incomba il ricordo del passato o la paura del futuro. Forse è questo
che spinge noi tutti a sguazzare tra queste ondine nane, nel freddo
di questo pomeriggio asturiano. Altre diciotto ore ci separano dal
confine, raggiunto senza eccitazione, mentre la notte sta finendo.
L'alba sulla Riviera di Ponente rivela una pioggia sottile e un
mare di schiuma bianca che squassa violentemente la costa. Sorrido
nella bruma... altre onde da cavalcare!

Nota dell'autore: questo racconto è frutto di pura
fantasia e ogni riferimento alla realtà è puramente casuale. Circa
i miei compagni, Gabo Raso è un pacifico volontario della Caritas
di La Spezia, Giulio Raspagliesi opera nei settori socialmente utili
e coltiva l'hobby del giardinaggio, mentre Mattia Castiglioni studia
con profitto in un prestigioso ateneo milanese, attività che lo
impegna totalmente. Franco Caimi lavora nella modesta trattoria
di famiglia, per assicurare una vita decorosa alla moglie ed ai
figli Antonio e Maria Chiocciola. Tutti, in un remoto passato, hanno
avuto a che fare con il surf, ma ora l'unica tavola che apprezzano
è quella imbandita. Last but not least, le onde in Galizia fanno
schifo, non ci andate.
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