|
Gli
Aerial nel surf da onda: origini e classificazione
  Alle
origini del surf, di volare fuori dall'acqua non se
ne parlava nemmeno; le tavole erano troppo grosse
e pesanti, e neanche l'avvento della vetroresina e
dei primi Malibu leggeri (sempre e comunque intorno
ai venti chili!?!) permettevano velocità e performance
sufficienti a decollare.
I
primi aerial nel surf da onda si sono visti così solo
negli anni settanta con la nascita delle prime short-board
(tavole sui due metri, 6/7 piedi) e più che delle
manovre volute erano il risultato di kick-off (cioè
uscite dall'onda) radicali.
Poi
negli anni ottanta, quando gli skaters hanno cominciato
a dedicarsi al surf da onda, gli aerial sono diventati
una manovra classica nel repertorio degli atleti più
bravi, ma solo nelle varianti più semplici (standard
air).
Infine
negli anni novanta con l'avvento deglle tavole ultra
leggere e dei surfisti/snowboarder (che trasferiscono
tra le onde le manovre provate negli Half pipe) che
si ha una vera e propria esplosione degli aerial.
Nascono così numerose varianti legate al tipo di grab
(presa della tavola con la mano davanti o dietro;
con una o due mani; sulla punta, sulla coda o a metà)
abbinato al volo fuori dalla superficie liquida: Method,
Stale Fish, Mute, Indy...
Inoltre
a metà degli anni novanta iniziano pure le rotazioni,
180, 360 e, udite-udite, grazie al mitico Kelly Slater
540...
Il grande successo degli aerial oggi definitivamente
consacrato dalla nascita di due circuiti di gare dedicato
esclusivamente agli aerial, il Vans SMAS (USA) e il
Quiksilver Air Show (Australia).
|