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| Scuola
di Surf ...di
G.Luca Stoppa |
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Lezione 4: Longboard
VS. Shortboard
Finalmente ci siamo: sappiamo partire sulle onde e fare un bottom
alla mano peggio con la nostra tavola fun, ma, guardandoci in giro,
vediamo che tutti hanno tavole piu' lunghe o piu' corte della nostra;
in acqua, quei tipi con le tavole lunghe stanno un po' piu' al largo,
raggruppati tra di loro, mentre i "tavolettari" sono pericolosamente
assiepati, dove le onde sono piu' ripide e il fondale piu' basso.
Siamo giunti alla fatidica scelta: longboard o shortboard? Senza
volerci addentrare a fondo nella storia del surfing (compratevi
Stoked di Drew Kampion, se avete fregole storiografiche), possiamo
dire che verso la fine degli anni '60, il mondo si preparava a una
rivoluzione copernicana di pensiero, atteggiamento, filosofia. Dilagava
il movimento hippie negli USA e avevamo il maggio francese in Europa.
Anche la galassia surfing subi' questa voglia di cambiamento e,
in piena epoca di sperimentazione, sesso, droga e rock 'n' roll,
da idee di George Greenough, Bob Mc Tavish e altri, si inizio' a
provare nuove tavole, accorciando i classici longboard di svariati
piedi. Si provo' pure a cambiare shape alla prua e alle pinne: nacque
lo shortboard, dotato all'epoca, prima di una pinna sola, poi di
due. Per avere pero' le tavole sottili a tre pinne, che vediamo
ora sulle nostre spiagge, si dovette aspettare il 1980, quando l'
australiano Simon Anderson si invento' la conformazione "thruster"
(3 pinne) sul suo shortboard e inizio' a vincere tutto; con tre
pinne, infatti, si poteva essere piu' radicali in manovra e avere
piu' velocita' sull'onda.
continua
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