|
|
 |
 |
| Scuola
di Surf ...di
G.Luca Stoppa |
|
 |
|
 |
Lezione 3: le manovre
Tube Riding
Infilarsi in un tubo di acqua colore smeraldo è forse la parte piu'
affascinante del surfing e quella che comunque colpisce di piu'
l'immaginario collettivo. Il tubo, o "green room" come lo chiamano
gli americani, è lo spazio compreso tra il cavo dell'onda e la cresta,
che collassa su se stessa. Si forma generalmente se il fondo del
mare si alza d'improvviso vicino a riva, rendendo l'onda ripida,
magari con l'aiuto di un po' di vento da terra. Per quanto i video
ci mostrino sempre la meccanica perfezione dei tubi indonesiani,
talvolta è possibile intubarsi anche in Italia, specie dove l'onda
è veloce e ripida, come a Varazze, in Sardegna o davanti al Casino'
di Levanto Infilarsi in un tubo non è difficile: come dice Brad
Gerlach, il problema principale è la. testa, e non nel senso che
la si batte contro il "tetto" dell' onda. La
prima sensazione che si prova, avvolti nel verde di un onda di discrete
dimensioni, è il panico: il cervello ordina di fuggire e si perde
cosi' il meglio dell'onda. La chiave per affrontare le onde che
tubano è, dunque, rilassarsi e concentrarsi sulla tavola, portando
un po' i piedi in avanti (peso al centro della tavola) e adeguando
la propria velocita' all'onda che chiude. Anche surfare, accucciati,
un tubetto di un metro e mezzo a Levanto, ci introdurra' ad una
nuova, unica, magica sensazione: il tempo nei tubi si espande, e
non è uno scherzo!
Manovre
avanzate
Tutte le manovre del surfing moderno devono molto allo skateboard,
i cui tricks hanno profondamente influenzato i surfers. Ollate,
slidate, aerials, shuvits, rotazioni e floaters fanno ormai parte
del bagaglio tecnico di ogni pro.
Il floater è una manovra moderna, tipica delle tavolette
a tre pinne e dei mitici anni '80. Consiste nel salire ollando e
"galleggiare", sulla cresta di un'onda, proprio mentre si rompe,
evitando di farsi travolgere dalla stessa. E' una manovra che richiede
abilita' e, soprattutto, estrema velocita' e sensibilita' sui piedi.
La tavola va tenuta piatta sull'onda che si rompe e bisogna venir
giu' al momento giusto. E' anche facile farsi male, perche' si scende
dal lip rotto con equilibrio molto instabile e l'atterraggio avviene
sul piatto.
Il 180° e il 360° sono rotazioni della tavola simili alle
stesse sullo snowboard. Si fanno sia sul longboard sia sullo shortboard,
facendo "slidare" la tavola sull'acqua. Calcolando che ci sono tre
pinne lunghe una decina di centimetri infilate nell'onda, potete
immaginare quale sia il livello tecnico richiesto: ci vogliono anni
di pratica in acqua a provare. Per iniziare si prova sulle schiume
ed è meglio rimuovere la pinna centrale.
Gli Aerials sono manovre aeree che si effettuano utilizzando
l'onda come il muro di un pipe: si esce e si rientra dal lip dell'onda,
talvolta grabbando la tavola con una o due mani; questi tricks richiedono
estrema abilita' e sensibilita' perche', inutile ricordarlo, sul
surf non ci sono attacchi. Puo' essere utile allenare le manovre
aeree andando in rampa con lo skate o, piu' salutare per le ossa,
facendo wakeskate, ovvero wakeboard su tavola senza attacchi; la
migliore preparazione rimane comunque surfare, surfare, surfare.
Alcuni dei top surfers mondiali come Christian Fletcher e Jason
"Ratboy" Collins sono specializzati in manovre aeree di ogni tipo,
e non è raro ammirare anche aerial 360° e 540°. Negli Stati Uniti
gli "aerialists" hanno un circuito di gare completamente dedicato
a questo innovativo tipo di surfing: il Vans Surfing Airshow Series.
In
attesa di vedervi tutti saltare come grilli, sui lips delle onde
di Banzai e Varazze, vi auguro buone onde.
Vuoi
imparare a surfare? Area51 è la soluzione...
|
|