|
Bali (21.11.02) - Da
quando la notte del 12 ottobre la tragedia della follia
ha colpito Kuta, le diverse comunità balinesi sono state
testimoni di eventi che certamente cambieranno la loro
vita. E ciò sotto diversi aspetti.
Immediatamente, assieme alle scene atroci ed ai devastanti
effetti della bomba, è cominciato ad emergere nell'isola
un grande e comune movimento di solidarietà. Dalle commoventi
scene di amore e dedizione al Sanglah Hospital , alla
successiva massiccia presenza alle diverse iniziative
di cordoglio, preghiera e Pace, tutto dimostra che Bali
ha in sé un qualcosa di diverso. Qualcosa che si manifesta
anche nello spirito di fraternità e collaborazione tra
i diversi gruppi etnici e religiosi.
Questi gruppi hanno unanimamente espresso il loro orrore
per la folle azione, impegnandosi ad unire i loro sforzi,
mirati a sanare le ferite emozionali e materiali causate
dal trauma subito.
Noi, come parte della comunita' straniera di Bali, oggi
ci sentiamo ancor più vicini alla popolazione Balinese
ed allo spirito che emana quest'isola meravigliosa.
Questo spirito, permeato di tolleranza, di mancanza
di pregiudizi e di saggezza vera, ha richiamato qui
tanti di noi, da tutto il mondo, per condividerne l'essenza
e permetterci di vivere una vita ispirata all'armonia
ed alla bellezza. L'atto barbarico che ha dilaniato
Kuta e la diffusa violenza che si manifesta nel mondo,
ci confermano purtroppo che nessun posto è sicuro e
che questo è il tempo delle incertezze e dei cambiamenti:
un periodo di transizione. Ma noi, questa transizione
dobbiamo viverla in positivo. Può e deve essere un'opportunità
per noi tutti di iniziare una sorta di Rivoluzione del
Genere Umano, che nasce prima nel nostro cuore e viene
trasmessa alla nostra famiglia, che poi la diffonde
all'intera comunità . Tutto ciò è fondato sul convincimento
che il comportamento di un singolo individuo può incisivamente
influire su quello dell'intero villaggio, regione, paese.
Da questa visione delle cose, noi stranieri che abbiamo
scelto Bali come nostra casa, crediamo che il nostro
posto sia ancora qui. Aiutando la gente di quest'isola
che accoglie con amore le fedi, le speranze ed i sogni
di tutti, da dovunque vengano, noi speriamo di avere
la fortuna di camminare assieme verso un futuro migliore.
Noi vorremmo che Bali fosse un esempio di come una comunità
multiculturale possa rispondere spontaneamente e serenamente
alla tragedia che le si è abbattuta addosso, e che questa
risposta possa influenzare il mondo.
Se noi lasciassimo Bali ci arrenderemmo alle sensazioni
di impotenza, instabilità e paranoia su cui contano
i pochi che hanno perpetrato questo atto di terrore.
E avrebbero vinto loro! Quando condanne e analisi sono
figlie della paura e dei separatismi , sorgono sentimenti
di rancore ed odio che non fanno rivivere i morti né
risorgere case e negozi La comunità Balinese è ferita
ed offesa ma il suo Spirito non sarà mai spezzato. Bali
vuole ritornare alla sua vita. Ha bisogno di media sinceri,
che capiscano le implicazioni che derivano da una informazione
spesso superficialmente negativa , e che aiutino a preservare
l'immagine di Bali nel mondo.
Bali e la sua gente hanno bisogno del lavoro che deriva
dal turismo per cicatrizzare le ferite e prevenire tutto
ciò a cui può portare una situazione di indigenza: conflitti
interni, tensioni religiose e microcriminalita'. Tutte
cose che Bali non ha mai conosciuto.
Bali puo' trasformare la sua tragedia in positivita'
ma ha bisogno di aiuto. Tutti noi lo possiamo dare.
SURF
JOURNAL
|